Chirurgia andrologica
Fimosi · Frenulo · Varicocele · Idrocele · Orchiectomia · Protesi peniena
L'andrologia chirurgica comprende un insieme di procedure elettive e urgenti per la gestione delle patologie genitali maschili, con impatto diretto sulla qualità di vita, sulla fertilità e sulla funzione sessuale. Si tratta in larga parte di interventi di breve durata, eseguibili in regime di day surgery o ambulatoriale, con recupero rapido e risultati funzionali documentati dalla letteratura scientifica.
L'andrologia chirurgica: ambito e indicazioni
La chirurgia andrologica si occupa delle patologie chirurgiche dell'apparato genitale maschile non oncologiche — o con componente oncologica limitata, come nel caso dell'orchiectomia radicale per tumore del testicolo. Le indicazioni spaziano dalla correzione di condizioni anatomiche congenite o acquisite (fimosi, idrocele) al trattamento di patologie con impatto sulla fertilità (varicocele), fino alle procedure riabilitative della funzione erettile (protesi peniena).
La valutazione andrologica preoperatoria è fondamentale per inquadrare correttamente il paziente, escludere patologie associate e scegliere la tecnica chirurgica più adatta. In molti casi è opportuna una consulenza multidisciplinare che includa l'endocrinologo, il ginecologo del partner (nei contesti di infertilità di coppia) o il medico di medicina sessuale.
Correzione di fimosi e frenulo breve
La fimosi è la condizione in cui il prepuzio non può essere retratto completamente sul glande per la presenza di un anello fibro-cicatriziale stenotico. Può essere congenita — fisiologica nei bambini piccoli, patologica nell'adulto — o acquisita, secondaria a balaniti ricorrenti, lichen sclerosus o traumi. Il frenulo breve è invece la brevità del frenulo prepuziale, la piega mucosa che connette il prepuzio alla superficie ventrale del glande, che determina dolore, limitazione della retrazione prepuziale e, nei casi più severi, lacerazione durante il rapporto sessuale.
Rimozione chirurgica completa del prepuzio. È la procedura definitiva per la fimosi, con eliminazione completa del problema e azzeramento del rischio di recidiva. Indicata nei casi di fimosi serrata, lichen sclerosus esteso al prepuzio, balaniti ricorrenti o preferenza del paziente.
La sutura è riassorbibile. L'aspetto estetico del glande è definitivamente esposto.
Incisione e rimodellamento del prepuzio con tecnica di allargamento dell'anello stenotico, preservando il prepuzio. Indicata nelle fimosi di grado lieve-moderato in pazienti che desiderano conservare il prepuzio. Il rischio di recidiva è superiore alla circoncisione.
Recupero leggermente più rapido rispetto alla circoncisione completa.
Allungamento chirurgico del frenulo breve mediante incisione trasversale e sutura longitudinale (tecnica di Z-plastica o Y-V). Preserva integralmente il prepuzio e il frenulo, modificandone solo la lunghezza. Indicata nel frenulo breve isolato senza fimosi associata.
Procedura di brevissima durata, eseguibile in anestesia locale.
Rimozione completa del frenulo breve, indicata nei casi di frenulo con lacerazioni pregresse, fibrosi cicatriziale o in associazione alla circoncisione. Risultato definitivo, senza rischio di recidiva.
Può determinare una lieve riduzione della sensibilità locale nella zona frenulare.
Varicocelectomia
Legatura microchirurgica delle vene spermatiche
Il varicocele è la dilatazione varicosa delle vene del plesso pampiniforme che drenano il testicolo, presente nel 15% della popolazione maschile generale e nel 35–40% degli uomini con infertilità primaria. Il meccanismo eziopatogenetico principale è l'ipertermia testicolare da stasi venosa, che altera la spermatogenesi, riduce la produzione di testosterone e causa atrofia testicolare progressiva nei casi non trattati.
La varicocelectomia microchirurgica subinguinale è oggi la tecnica di riferimento. Attraverso una piccola incisione di 2–3 cm a livello inguinale, con ausilio del microscopio operatore, vengono identificate e legate selettivamente tutte le vene dilatate (tipicamente 8–15), preservando l'arteria testicolare, i linfatici e il deferente. La preservazione arteriosa e linfatica è la ragione per cui la microchirurgia è superiore alle tecniche laparoscopica e aperta convenzionale.
Indicazioni cliniche
- Varicocele clinicamente palpabile (grado II–III) con alterazione seminale documentata
- Infertilità di coppia con fattore maschile e varicocele associato
- Varicocele con ipotrofia testicolare progressiva (anche in adolescente)
- Dolore scrotale cronico correlato al varicocele
- Ipogonadismo con bassi livelli di testosterone e varicocele
Risultati attesi
- Miglioramento della concentrazione spermatica nel 60–70% dei casi
- Miglioramento della motilità e morfologia spermatica
- Tasso di gravidanza spontanea del 30–40% a 12 mesi
- Incremento del testosterone sierico nel 70% dei pazienti ipogonadici
- Riduzione o scomparsa del dolore scrotale nell'80% dei casi sintomatici
Microchirurgia subinguinale
La tecnica microchirurgica garantisce il più basso tasso di recidiva (<1%) e di complicanze (idrocele post-op <1%) rispetto a tutti gli altri approcci.
Recupero della fertilità
I parametri seminali migliorano progressivamente nell'arco di 3–6 mesi, tempo necessario per il completamento di un ciclo spermatogenetico.
Testosterone e ipogonadismo
La varicocelectomia è indicata anche come trattamento dell'ipogonadismo da varicocele, con incremento documentato del testosterone in una quota significativa di pazienti.
Idrocelectomia
Correzione chirurgica dell'idrocele testicolare
L'idrocele è l'accumulo di liquido sieroso nello spazio tra i due foglietti della tunica vaginale che avvolge il testicolo. Può essere primitivo (idiopatico, più frequente nell'adulto anziano) o secondario a epididimo-orchiti, traumi, torsione, tumori o interventi chirurgici pregressi. L'idrocele secondario richiede sempre l'esclusione di una patologia testicolare sottostante con ecografia scrotale prima del trattamento.
L'idrocelectomia è indicata quando l'idrocele causa disagio, dolore, difficoltà nei rapporti sessuali o limitazioni nelle attività quotidiane, o quando le dimensioni sono tali da impedire l'esame clinico del testicolo. La semplice aspirazione percutanea non è raccomandata per l'alto tasso di recidiva (80–90%).
Decorso post-operatorio
- Edema e ecchimosi scrotale per 2–4 settimane (atteso e fisiologico)
- Sieroma post-operatorio transitorio nel 10–20% dei casi
- Utilizzo di sospensorio scrotale per 2–3 settimane
- Ripresa dell'attività fisica leggera in 7–10 giorni
- Ripresa dell'attività sessuale in 3–4 settimane
Orchiectomia radicale
Rimozione chirurgica del testicolo per via inguinale
Il tumore del testicolo è la neoplasia solida più frequente nei maschi tra i 15 e i 40 anni. In circa il 95% dei casi origina dalle cellule germinali (seminoma e non-seminoma). La diagnosi si basa sull'esame clinico, sull'ecografia scrotale ad alta frequenza e sui marcatori tumorali sierici (AFP, β-hCG, LDH). L'orchiectomia radicale inguinale è il primo atto terapeutico obbligatorio, sia a scopo diagnostico-istologico che terapeutico, indipendentemente dallo stadio della malattia.
L'accesso inguinale è mandatorio: evita la contaminazione dei vasi linfatici scrotali, che drenano ai linfonodi inguinali anziché retroperitoneali, e consente la legatura alta del funicolo spermatico all'anello inguinale interno prima di mobilizzare il testicolo. La via scrotale è controindicata per il rischio di alterare il drenaggio linfatico e di modificare la stadiazione e la strategia terapeutica.
Indicazioni
- Tumore testicolare a cellule germinali (seminoma e non-seminoma) in qualsiasi stadio, e tumori non germinali
- Massa testicolare con marcatori positivi (AFP, β-hCG, LDH)
- Massa testicolare indeterminata all'ecografia in paziente con fattori di rischio
- Orchiectomia palliativa nel tumore prostatico metastatico (orchiectomia bilaterale) come castrazione chirurgica
- Testicolo atrofico con microcalcificazioni e marcatori in progressione
- Testicolo ischemico dopo torsione prolungata del funicolo spermatico ("testicolo torto")
Fasi principali della procedura
- Incisione inguinale di 4–5 cm sopra il legamento inguinale
- Isolamento e legatura alta del funicolo spermatico all'anello inguinale interno
- Mobilizzazione del testicolo dallo scroto attraverso l'incisione inguinale
- Sezione del funicolo e consegna del pezzo operatorio in blocco
- Posizionamento opzionale di protesi testicolare in silicone nella stessa seduta
Protesi testicolare contestuale
Il posizionamento di una protesi testicolare in silicone nella stessa seduta operatoria è possibile nella maggior parte dei casi e deve essere discusso con il paziente prima dell'intervento. La protesi ha esclusiva valenza estetica e psicologica — non ha funzione endocrina né riproduttiva — ma è documentato un significativo beneficio sull'immagine corporea e sulla qualità di vita nei pazienti che la scelgono.
Stadiazione e trattamento successivo
Dopo l'orchiectomia, la stadiazione del tumore prevede TC torace-addome-pelvi con mezzo di contrasto, rivalutazione dei marcatori sierici a distanza di giorni dall'intervento e, nei non-seminomi, eventuale PET-TC. In base allo stadio (I, IIA–C, III) e all'istologia (seminoma vs non-seminoma), il trattamento successivo può prevedere sorveglianza attiva, radioterapia (seminoma stadio I–IIA), chemioterapia a base di BEP o linfoadenectomia retroperitoneale (RPLND).
Posizionamento di protesi peniena
Penile Prosthesis Implantation
La protesi peniena è il trattamento chirurgico della disfunzione erettile organica grave, refrattaria alla terapia farmacologica orale (inibitori della PDE5), alle iniezioni intracavernose e agli altri trattamenti conservativi. Rappresenta la terza linea terapeutica della disfunzione erettile ed è considerata il trattamento con il più alto tasso di soddisfazione del paziente tra tutti gli interventi urologici — superiore al 90% nelle grandi casistiche.
Il dispositivo viene impiantato all'interno dei corpi cavernosi del pene attraverso un'incisione periscrotale o sottopubica. Esistono due tipologie principali di protesi: semirigide (malleabili) e idrauliche tricomponenti. Le protesi idrauliche a tre componenti sono il gold standard, in quanto consentono un'erezione molto simile all'erezione naturale e un ritorno alla flaccidità completa nella fase di riposo.
Composta da due cilindri intracavernosi, un reservoir di liquido posizionato retropubicamente e una pompa nel sacchetto scrotale. Il paziente gonfia i cilindri premendo la pompa scrotale, producendo un'erezione fisiologica, e li sgonfia premendo la valvola di deflazione.
Offre il risultato estetico e funzionale migliore. Indicata in tutti i pazienti idonei. Le protesi di ultima generazione (AMS 700 CX, Coloplast Titan) hanno una durabilità media di 10–15 anni.
Due cilindri rigidi e malleabili introdotti nei corpi cavernosi. Non richiede pompa né reservoir. Il pene è sempre in uno stato di semierezione; il paziente lo orienta manualmente verso il basso per il riposo o verso l'alto per il rapporto.
Indicata in pazienti anziani, con manualità ridotta, con precedenti chirurgici pelvici complessi o in contesti in cui la semplicità del dispositivo è prioritaria.
Indicazioni al posizionamento
Indicazioni principali
- Disfunzione erettile organica refrattaria agli inibitori della PDE5 a dosaggio massimale ed al trattamento intracavernoso con prostaglandine
- Post-prostatectomia radicale con mancato recupero della funzione erettile a 2 anni
- Disfunzione erettile da malattia di Peyronie con deformità severa
- Disfunzione erettile da priapismo ischemico con fibrosi cavernosa
- Disfunzione erettile in paziente con controindicazioni ai trattamenti farmacologici con inibitori delle fosfodiesterasi (cardiopatia grave, terapia con nitrati)
Fasi principali della procedura
- Incisione periscrotale o infrapubica con preparazione dei corpi cavernosi
- Dilatazione dei corpi cavernosi con dilatatori calibrati
- Misurazione e selezione della taglia dei cilindri
- Posizionamento dei cilindri, reservoir scrotale e pompa (protesi idraulica)
- Test di gonfiaggio intraoperatorio e chiusura con antibioticoprofilassi locale
Soddisfazione >90%
Il tasso di soddisfazione del paziente e del partner è il più alto tra tutti gli interventi urologici nelle casistiche internazionali.
Risultato definitivo
Una volta posizionata, la protesi garantisce una risposta erezione-riposo affidabile e immediata, non dipendente da farmaci o stimoli vascolari.
Durata 10–15 anni
Le protesi di ultima generazione hanno una sopravvivenza meccanica del 90% a 10 anni. La revisione o sostituzione, se necessaria, è chirurgicamente gestibile.
Le cinque procedure in breve
Panoramica clinica delle principali caratteristiche operative e del percorso post-chirurgico per ciascuna procedura andrologica.
| Procedura | Setting / Degenza | Anestesia | Ripresa lavoro | Ripresa sessuale | Fertilità |
|---|---|---|---|---|---|
| Circoncisione / Frenuloplastica | Day surgery / ambulat. | Locale / spinale | 5–7 giorni | 4–6 settimane | Non influenzata |
| Varicocelectomia microchirurgica | Day surgery | Spinale / locale | 5–7 giorni | 3–4 settimane | Migliorata (60–70%) |
| Idrocelectomia | Day surgery | Spinale / locale | 5–7 giorni | 3–4 settimane | Non influenzata |
| Orchiectomia radicale | Day surgery / 1 notte | Spinale / gen. | 7–14 giorni | 3–4 settimane | Crioconservazione pre-op raccomandata |
| Protesi peniena idraulica | 1–2 notti ricovero | Spinale / gen. | 2–3 settimane | 4–6 settimane (attivazione) | Non influenzata |
I tempi indicati sono orientativi. La ripresa delle attività viene sempre concordata con il chirurgo in base all'andamento individuale del recupero.
FAQ

Prof. Mauro Gacci
Il Professor Mauro Gacci è Professore Associato di Urologia presso l'Università degli Studi di Firenze e Dirigente Medico presso l'AOU Careggi. La chirurgia andrologica è parte integrante della sua attività clinica: dall'ambulatorio andrologico dedicato alla gestione multidisciplinare dell'infertilità maschile, dalla microchirurgia del varicocele al posizionamento di protesi peniene, fino alla chirurgia oncologica del testicolo inserita nel percorso multidisciplinare di AOU Careggi.
La sua esperienza specifica nella chirurgia uretrale e nella ricostruzione genitale maschile completa il profilo di uno specialista con competenze che spaziano dall'andrologia funzionale all'oncologia urologica. L'ambulatorio andrologico di AOU Careggi offre un percorso completo che include valutazione endocrinologica, analisi seminale, eco-Doppler scrotale e consulenza per le coppie con infertilità maschile.
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