Prof Mauro Gacci Urologist Specialist in Robotic and Minimally Invasive Urological Surgery

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Urologist Specialist in Robotic and Minimally Invasive Urological Surgery

The integration of healthcare, research, and education – a fundamental principle of the National Health System – represents my professional identity in Italy and abroad.

I am a medical surgeon, a specialist urologist, with over 25 years of experience. Throughout my career, I have performed - as the lead surgeon - over 8000 urological surgical procedures, with a particular focus on the use of robotic and minimally invasive techniques.

The clinical outcomes of the patients I have treated have been the subject of scientific studies and compared with the most significant cases worldwide. My passion for research has led me to publish over 800 papers, recognized by the entire international scientific community and, as a result, included in guidelines and textbooks for specialists in training across all countries.

Furthermore, my dedication to teaching and education has allowed me to hold key roles in prestigious international scientific societies. I have thus become the head of the educational board of the Société Internationale d’Urologie (SIU-Academy) and a member of the European Association of Urology Guidelines (EAU Guidelines). 

Placing the patient at the center of care is my primary goal

Placing the patient at the center of care is my primary goal. Working in a center of excellence, supported by a team of expert colleagues, makes our care comprehensive and available before, during, and after each procedure.

The University Hospital of Careggi in Florence is the location of my surgical and professorial activities.

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PSA alto: significa sempre tumore?

PSA alto: significa sempre tumore?

PSA alto: quando è davvero un segnale di tumore

L’Antigene prostatico specifico (PSA: Prostatic specific antigen) è un marcatore tissutale prostatico. Un PSA alto spaventa. Ed è comprensibile: è uno dei primi esami associati al tumore della prostata.
Ma la realtà clinica è più complessa e più articolata. Un PSA elevato non equivale automaticamente a tumore. 


Il PSA: un segnale, non una diagnosi

Il PSA è infatti una proteina prodotta dalla ghiandola prostatica. Quando aumenta nel sangue, significa che qualcosa sta “stressando” la prostata. Le cause possono essere molte:

  • ipertrofia prostatica benigna (l’ingrossamento della prostata)

  • prostatite (l’infiammazione della prostata) 

  • tumore (la neoplasia della prostata)

Il problema è che il PSA da solo non permette di distinguere queste condizioni


La zona grigia

Tra 3.1 e 10 ng/ml si entra nella cosiddetta “zona grigia”: valori di PSA inferiori a 3.1 sono spesso indicatori di una prostata sana, mentre valori al di sopra di 10 pongono un significativo rischio oncologico, anche se non esclusivo e certo. Nella cosiddetta zona grigia (tra 3.1 e 10) contano anche:

  • PSA density (il rapporto tra il PSA ed il volume prostatico)

  • PSA velocity (la velocità con cui sale il PSA)

  • età del paziente (ogni età ha il suo range di normalità)


Il ruolo dell’infiammazione

Uno degli aspetti più rilevanti degli ultimi anni è il ruolo dell’infiammazione prostatica. Gli studi coordinati dal prof. Gacci hanno dimostrato come i processi infiammatori possano alterare significativamente il microambiente prostatico e contribuire sia ai sintomi urinari sia alla variazione dei biomarcatori. Quindi: un PSA alto può dipendere anche da un’infiammazione, non esclusivamente da un tumore.


Come ci si comporta con un PSA elevato

L’approccio moderno non è più “PSA elevato 🡪 eseguire una biopsia”.

Oggi si procede così:

  1. Rivalutazione del PSA (completo di PSA libero per poter calcolare il PSA Libero su totale) 

  2. Visita urologica (con anamnesi ed esplorazione rettale)

  3. Risonanza multiparametrica (con mezzo di contrasto e definizione del PIRADS score)

  4. Biopsia solo se necessario (in mani esperte e con tecnica fusion o random)

Questo approccio riduce drasticamente il numero di biopsie inutili e permette allo stesso tempo di trattare correttamente le patologie non oncologiche associate al rialzo del PSA (ipertrofia prostatica benigne e prostatite). 

Nella pratica clinica quotidiana, una parte significativa dei pazienti con PSA elevato non presenta tumore prostatico clinicamente rilevante. L’integrazione tra parametri clinici e imaging ha cambiato radicalmente la gestione.


REFERENZA: Gacci M. et al., Metabolic syndrome and lower urinary tract symptoms, Prostate Cancer Prostatic Dis, 2013 

Tumore prostata: i primi sintomi

Tumore prostata: i primi sintomi

Tumore alla prostata: perché spesso non dà sintomi?

La maggior parte dei pazienti colpiti da una neoplasia prostatica non mostra alcun sintomo urinaro. Perchè?


Dove nasce e si sviluppa il tumore

La maggior parte dei tumori prostatici nasce e cresce nella zona periferica della ghiandola, quella più lontana dall’uretra (il canale attraverso cui passa l’urina per uscire dalla vescica), 

Questo significa che:

  • non comprime subito l’uretra (e quindi non da sintomi ostruttivi, come il basso getto d’urina)

  • non comprime il collo vescicale (e quindi non da sintomi irritativi, come la minzione frequente)

Quindi: nella maggior parte dei casi, nessun sintomo iniziale


I sintomi quando compaiono?

Nelle forme avanzate, quando la malattia progredisce, possono comparire:

  • difficoltà a urinare (la malattia si è spostata anche nella zona centrale)

  • sangue nelle urine o nello sperma (dovuta ad un’infiltrazione massiva del tessuto ghiandolare)

  • dolore osseo (in fase avanzata, per la comparsa di metastasi a distanza) 


Il legame con l’infiammazione

Spesso in caso di infiammazione il paziente ha sintomi urinari severi e tra i vari esami effettua anche il controllo del PSA che risulta in questi casi elevato. Nella maggior parte dei casi si tratta solamente di una patologia non oncologica da trattare, ma semplicement di infiammazione o ingrossamento della prostata.

Tuttavia, alcune ricerche del gruppo del Prof. Gacci, pubblicate su riviste internazionali, suggeriscono che l’infiammazione cronica possa rappresentare un elemento chiave nel microambiente prostatico, contribuendo, in alcuni casi, alla nascita ed alla progressione della patologia tumorale.


Diagnosi: quando escludere il tumore

Proprio perché i sintomi sono poco affidabili, è necessario escludere la presenza di un tumore, basandosi su:

  • anamnesi

  • esplorazione rettale 

  • PSA (totale, libero, rapporto)

  • risonanza magnetica prostatica multiparametrica

L’urologo, basandosi su questo percorso diagnostico, è in grado di identificare i casi sospetti ed indirizzarli ad una biopsia, anche se del tutto asintomatici. 

La maggior parte dei tumori prostatici viene quindi diagnosticata in pazienti asintomatici, spesso durante controlli di routine per altre patologie o in pazienti con sintomatologia urinaria legata all’ingrossamento o all’infiammazione della prostata. 


Riferimenti

Gacci M. et al., 2013 

Prostata ingrossata: quando operare

Prostata ingrossata: quando operare

Prostata ingrossata: non è solo una questione di età

Per anni è stata considerata una condizione “inevitabile”.
Oggi sappiamo che non è così semplice.

Cos’è l’ipertrofia prostatica benigna

È un aumento di volume della prostata che:
👉 comprime l’uretra
👉 altera la minzione


I sintomi

  • getto debole 

  • difficoltà a urinare 

  • urgenza 

  • risvegli notturni 


Il punto chiave: non tutti devono operarsi

La decisione dipende da:

  • intensità dei sintomi 

  • qualità di vita 

  • complicanze 


Il ruolo della sindrome metabolica (la svolta scientifica)

Gli studi di Mauro Gacci hanno dimostrato una chiara associazione tra sindrome metabolica e ingrossamento prostatico. 

In particolare:

  • pazienti con sindrome metabolica hanno prostate più grandi 

  • sviluppano sintomi urinari più precocemente 

  • presentano maggiore infiammazione prostatica 

Questo cambia la visione della malattia:
non è solo locale, ma sistemica


Quando operare davvero

Indicazioni principali:

  • ritenzione urinaria 

  • infezioni ricorrenti 

  • insufficienza renale 

  • sintomi severi 


Le tecniche oggi

  • laser (HoLEP, Greenlight) 

  • resezione endoscopica 

  • tecniche mini-invasive 


Esperienza clinica

“La gestione dell’IPB deve essere personalizzata e considerare anche fattori sistemici come obesità e sindrome metabolica.”

 

Riferimenti

  • Gacci M. et al., Metabolic syndrome and benign prostatic enlargement, BJU Int, 2015 

  • Gacci M. et al., 2013